Romanico Lombardo

 

I capolavori a Como e sul territorio


Elemento partoicolarmente caratterizzante del Romanico comasco è l'uso della pietra come materiale costruttivo (a volte ciottoli di fiume, più spesso pietra locale estratta dalle numerose cave sul territorio), che lo differenzia fortemente dalle aree di pianura dove è prevalente il mattone. ciò comportò una semplificazione delle strutture di copertura (nella maggior parte dei casi gli edifici lariani sono coperti da semplici tetti in legno e non da volte) e anche delle decorazioni scultoree (la pietra locale risulta pittosto difficile da scolpire). Assai articolate e variegate furono invece le soluzioni planimetriche adottate dalle cinque navate di S. Abbondio di Como, al doppio transetto di S. Carpoforo, all'organismo centrale di S. Maria del Tiglio a Gravedona, spesso in relazione con le contemporanee ricerche di altre aree europee.

 

I Capolavori a Como

  1. S.

  2. T.S. Abbondio

  3. U.

Fuori dalle mura, lungo l’antica Via Regia dei romani, ora Strada Regina, sorge il gioiello del romanico comasco: la chiesa di S. Abbondio, antica cattedrale di Como. Capolavoro dei Maestri Comacini, la basilica fu costruita dai monaci benedettini nel 1013 inglobando l’antichissima basilica dei Santi Pietro e Paolo, il cui perimetro è ancora oggi visibile sulla pavimentazione interna. La sobria ed elegante facciata è scandita da lesene che anticipano la suddivisione interna a 5 navate. Le vicende storiche di questa grande chiesa portarono a diversi rimaneggiamenti, come ad esempio l’abbassamento della volta e la distruzione di uno dei campanili, ma accurati restauri hanno saputo riportare la costruzione al suo antico splendore. Magnifico il ciclo di affreschi che abbellisce l’abside con episodi della Vita del Cristo, capolavoro del 1300 di un anonimo artista conosciuto come il “Maestro di S. Abbondio”.

 

  1. S.S Fedele

  2. T.

Si trova al centro della città murata, nell'omonima piazza. L'impianto della chiesa è di stile romanico, risalente al X secolo, di cui rimane però soltanto l'abside che dà su Via Vittorio Emanuele. In precedenza qui esisteva una chiesa paleocristiana a pianta trilobata, dedicata a S. Eufemia (circa VI sec.). La chiesa attuale subì rimaneggiamenti e restauri dal '500 al secolo scorso, ma conserva ancora abbastanza fedelmente il suo aspetto originario. Di interesse particolare all'esterno, verso Piazza S. Fedele, il possente campanile; verso la Via Vittorio Emanuele, il poligonale tiburio, l'alta abside ritmata con elegante loggiato e il portale a lato ornato da antiche sculture.Le opere d'arte sono numerose e di grande interesse: due acquasantiere provenienti da S. Eufemia (deambulatori); affreschi della fine del 300 e del primo 400 (abside sinistra e deambulatorio destro); i dipinti parietali del 500 di un seguace di Gaudenzio Ferrari che raffigurano lo Sposalizio della Vergine - la Natività - l'Annuncio ai Pastori - l'Epifania ; la Cappella del Crocifisso (abside destra) con gli stucchi di Diego e le tele di Carlo Innocenzo Carloni e gli affreschi seicenteschi della volta di Isidoro Bianchi, allievo del Morazzone.

 

S Carpoforo

  1. U.

Sorge sulla falda orientale del colle Baradello. La concordanza dei documenti storici fanno ritenere che la Basilica debba risalire agli inzi del secolo XI, collocandola in pieno stile romanico. La narrazione tradizionale vuole che S. Felice primo Vescovo di Como (sec. IV) abbia trasformato un tempio dedicato a Mercurio in chiesa Cristiana, nella quale avrebbe collocato le spoglie mortali di Carpoforo e dei suoi compagni martiri della persecuzione di Diocleziano. La basilica di S. Carpoforo é una costruzione caratterizzata dalla povertà del materiale impiegato, dall'assenza assoluta di decorazione, dall'irregolare spartizione degli appoggi e pesantezza degli archi tipici delle chiese comacine dei primi decenni del secolo XI. É una chiesa a tre navate, scandita in cinque campate irregolari, sostenuta da pilastri semplici, dominata da un ampio coro sopraelevato chiuso da un abside semicircolare. Va rilevata la mancanza di portale sulla facciata e di corrispondente porta all'interno. Le entrate originarie vennero collocate con accesso alle navi minori in sequenza sul fianco occidentale. La torre slanciata, massiccia ed insieme leggiadra, costruita in pietra grigia del lago, richiama i campanili comaschi di S. Abbondio.

 

Porta Torre


Rarissimo esempio di architettura romanica fortificata, la torre venne costruita nel 1192 per rinforzare simbolicamente il lato meridionale delle mure urbane. Presenta tre lati pieni e il quarto (verso l'interno della città) aperto da quattro ordini di grandi archi accoppiati. I piani in cui era diviso il volume interno sono andati distrutti.

 

I Capolavori sul territorio

 

Cantù


Galliano - S. Vincenzo e Battistero


Il complesso architettonico di Galliano è costituito dalla basilica di San Vincenzo e dal battistero di San Giovanni ed è una delle testimonianze più significative del romanico lombardo. Secondo la leggenda la basilica fu costruita sulle rovine di un antico tempio pagano attorno al VI secolo d.C.. Tuttavia la prima documentazione certa risale alla sua consacrazione avvenuta nell'XI secolo, quando ne era custode Ariberto da Intimiano che ne curò anche l'abbellimento e l'ampliamento. Successivamente abbandonata e sconsacrata, la basilica di San Vincenzo è tornata all'antico splendore grazie ad accurati restauri. Conserva un prezioso ciclo di affreschi dell'XI secolo.'Il battistero, probabilmente costruito anch'esso nell'XI secolo, conserva al centro dell'edificio la vasca battesimale ad immersione ricavata da una grossa macina di epoca romana.

 

Ossuccio loc. Spurano


  1. S.S Giacomo


L'oratorio di S. Giacomo è una chiesetta romanica edificata fra il X e il XI secolo situata nella frazione di Spurano drettamente sul lago.  Nota di pregio di questa chiesa, oltre al caratteristico  campanile a vela, sono le numerose tracce di affreschi presenti sia sulle pareti interne, che sulle parete sinistra esterna e tra le quali spicca la figura gigante di S. Cristoforo. Da non perdere poi la piccolo acquasantiera a destra dell'ingresso e il rosone a forma di croce, sopra il portale.

 

Ossuccio

S. Maria Maddalena

L'Oratorio di S. Maria Maddalena è dalle sue origini (XII secolo) legato all'Ospizio per i pellegrini. L'altare è in scagliola, lavorazione tipica della Valle  Intelvi. L'orginale e particolarissima cella campanaria è uno dei soggeti più fotografati del Lario.


Ossuccio

S Benedetto in Val Perlana


L'Abbazia di San Benedetto si trova in fondo alla Val Perlana ed è raggiungibile solo a piedi da Ossuccio  in ca 2h. L'abbaziia del undicesimo secolo, è un importante esempio di romanico maturo. La chiesa a tre navate divise da pilastri e con tre absidi, fu eretta intorno al 1080. Il monastero (chiostro e fattoria) fu invece terminato intorno al 1090. L’abbandono da parte degli stessi monaci nel 1298, ne provocarono il lento ma inesorabile degrado. Negli anni cinquanta la chiesa del monastero di San Benedetto fu restaurata; oggi è in corso il restauro del monastero. Anche se nei secoli ha perso la sua originaria funzione politico ed economico, il suo fascino arcano è ancora del tutto vivo. All’antico monastero sono ancora legate le popolazioni vicine, ed in particolare gli abitanti di Ossuccio e di Lenno, che si danno convegno per assistere alla Messa il primo di maggio di ogni anno.

 

Lenno

Battistero

Sul lato sinistro della chiesa parrocchiale S Stefano, si trova,  il Battistero Dedicato a S. Giovanni Evangelista, databile alla seconda metà dell’XI secolo.

Esso presenta un esterno semplice e sobrio, un campanile quadrato e un’abside orientata verso nord. L’impianto ottogonale cela una valenza simbolica; infatti, il numero otto corrisponde ai giorni della creazione più il giorno della resurrezione di Cristo(giorno della nuova alleanza con Dio). Sono da notare anche la volta a spicchi, il portale a tre archi (di cui due ciechi) e l’interno, in cui si custodiscono frammenti di affreschi medioevali e un ciclo pittorico d’epoca barocca.

 


Gravedona
S. Maria del Tiglio

Costruita in una posizione particolarmente scenografica, la chiesa fu eretta alla fine del XII secolo, ed è considerata uno dei capolavori dello stile romanico comasco. E' a pianta centrale con absidi aperte sui tre lati. Recenti restauri hanno portato alla luce il perimetro dell'antico battistero del V - VI secolo, dedicato a S. Giovanni Battista. In controfacciata spicca un parziale affresco trecentesco del Giudizio Universale, mentre è di particolare suggestione il grande Crocifisso ligneo del XII secolo. Spettacolare il campanile inserito nella caratteristica facciata a fasce bicolori bianche e grigie

 

Sorico

S. Fedelino

E' un piccolo gioiello di architettura romanica situato sulla sponda del lago di Mezzola. Il piccolo oratorio è ubicato in un suggestivo scenario naturale ed è raggiungibile per via d'acqua da Sorico, da Dascio e da Novate Mezzola. Si trova all’estremità nord del lago di Mezzola, è una delle più antiche testimonianze romaniche dell’arco alpino mantenutasi quasi intatta per il suo isolamento.

Fu eretto intorno l’anno 1000 dopo il ritrovamento delle spoglie di Fedele, legionario romano convertitosi al cristianesimo che qui compì il suo martirio e fu decapitato nel 286 dai sicari dell’imperatore Massimiliano.

Nel 964 il vescovo Ubaldo, accompagnato da un corteo di fedeli a bordo di una nave a lampade accese, con inni e cori, attraversò il lago sino a raggiungere l’oratorio dove erano sepolte le reliquie, se ne appropriò e ritornò festosamente a Como, dove le ripose nella chiesa dedicata a Sant’Eufemia. È in questo modo che l’antica pieve di Como cambiò patrono e venne dedicata a San Fedele, dedicazione che conserva tuttora mentre il piccolo oratorio è stato chiamato dal popolo San Fedelino.

L’oratorio, a pianta quadrata di 3 metri e mezzo per lato, possiede una volta a crociera (fra le prime del lago) ed è conclusa da un’abside semicircolare rivolta ad oriente con archetti pensili e semicolonne ed è aperta da due porte centinate e da finestrelle. La chiesa, un tempo tutta affrescata, ebbe gli ultimi restauri nel 1956 per i quali vennero consolidati i preziosi affreschi dell’interno risalenti all’inizio del secolo XI. È grazie a questi lavori che ancora oggi è visibile l’affresco di Cristo Redentore in mezzo agli angeli e agli Apostoli dipinto sotto l’abside.